Leonardo Volpi

Pesatura, Confezionamento Prodotti Alimentari, Etichettatura e Metrologia Legale.

Leonardo Volpi

Se posso pesare tutte le confezioni, perché dovrei controllarne soltanto alcune?

La domanda sembra avere una risposta scontata.

Controllare il 100% deve essere necessariamente meglio.

In realtà stiamo confrontando due strumenti che possono avere obiettivi differenti.

Il campionamento

Nel controllo statistico preleviamo periodicamente un certo numero di confezioni e ne analizziamo il peso.

Possiamo calcolare:

peso medio;

minimo;

massimo;

dispersione;

eventuali unità critiche;

andamento nel tempo.

Non sappiamo quanto pesava ogni singola confezione prodotta.

Ma possiamo ottenere informazioni molto utili sul comportamento del processo.

È un principio utilizzato in moltissimi controlli industriali.

Il controllo al 100%

Con una selezionatrice ponderale o checkweigher inserita sulla linea possiamo invece pesare ogni confezione che attraversa la macchina.

Questo consente, a seconda della configurazione, di individuare ed eventualmente espellere automaticamente confezioni non conformi ai parametri impostati.

Otteniamo inoltre una quantità di dati enormemente superiore.

Ma c’è una cosa importante da considerare.

Controllare il 100% non significa automaticamente avere il processo sotto controllo.

Controllare oppure correggere?

Immaginiamo una linea che produce 10.000 confezioni.

Il checkweigher rileva 150 confezioni troppo leggere e le scarta.

Abbiamo evitato che arrivassero sul mercato.

Ottimo.

Ma perché sono state prodotte?

Se domani ne scartiamo altre 150, abbiamo un ottimo sistema di controllo.

Ma probabilmente abbiamo ancora un problema di processo.

Il passaggio successivo dovrebbe essere utilizzare quei dati per capire cosa sta succedendo a monte.

Il valore del feedback

Qui il sistema diventa molto più interessante.

Il peso medio comincia a scendere.

Il sistema lo rileva.

L’informazione può essere utilizzata per avvisare l’operatore o, dove tecnicamente appropriato, contribuire alla regolazione del sistema di dosaggio.

Il controllo smette di essere soltanto:

BUONO / SCARTO

e diventa:

INFORMAZIONE → ANALISI → CORREZIONE.

È questo passaggio che può produrre valore economico.

Quindi campione o 100%?

Dipende dall’obiettivo.

Il campionamento può essere perfettamente sensato quando dobbiamo verificare statisticamente una produzione secondo procedure definite.

Il controllo dinamico al 100% diventa particolarmente interessante quando vogliamo verificare ogni confezione, automatizzare la selezione e raccogliere continuamente informazioni.

In alcune realtà le due cose possono anche convivere.

Il punto non è stabilire quale tecnologia sia “migliore”.

Bisogna capire quale informazione ci serve e cosa vogliamo farne.

Il dato che non utilizziamo

Una moderna linea può generare migliaia di misure ogni ora.

Ma raccogliere dati non significa automaticamente migliorare il processo.

Se nessuno osserva:

trend del peso;

deriva;

scarti;

variazione tra turni;

differenze tra articoli;

andamento dei dosatori,

abbiamo semplicemente costruito un enorme archivio.

Il valore arriva quando il dato modifica una decisione.

La domanda finale

Quante confezioni controllate?

È una domanda utile.

Ma ne aggiungerei un’altra:

cosa fate con i dati dopo averle controllate?

Probabilmente è questa la domanda più importante.


Con questo articolo si chiude il primo mese di Vite da Scaffale.

Ogni lunedì continuiamo a parlare dei problemi concreti che stanno dietro pesatura, etichettatura, confezionamento, metrologia e connessione delle macchine nell’industria alimentare.

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